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15/05/1997

Grand Wazoo

Dopo aver assaggiato la vela negli anni 80, nei primi 90 conobbi Olaf. Vivendo al mare aveva una piccola barca a vela (un "mitico" Golif) con la quale batteva la costa francese appena i suoi impegni glie lo permettevano. Fece l'errore di prestarmelo e di attaccarmi la malattia. Così qualche anno dopo ci mettemmo alla ricerca della barca che avevamo ipotizzato in lunghe serate di discussione e lettura dei giornali di settore.
Il parto fu travagliato. Avevamo quasi acquistato uno Zoufri in alluminio quando comparve davanti ai nostri occhi uno sloop d'acciaio che sembrava avesse tutti quei requisiti di semplicità e robustezza che Moitessier descriveva così bene nei suoi libri.
Colpo di fulmine. Nel giro di poche settimane ci ritrovammo fuori del porto di Marsiglia (Estaque) diretti verso casa.
Originariamente si chiamava Shumareur (lo slang con cui in Francia chiamavano Shumaker, il pilota della Ferrari) e nel nostro viaggio verso casa passammo davanti a Montecarlo circondati dai delfini proprio mentre il suo omonimo vinceva il GP di Formula 1. Un esordio ben augurante.

La barca era già abbastanza ben attrezzata: rollafiocco, strallo volante per la tormentina, generatore eolico, un piccolo pannello solare, rollbar, VHF, radar., timone a vento Chiaramente ci mettemmo le mani sopra e dopo un paio di anni erano nuovi anche i winch self tailing, la barra del timone, fu montato un verricello per l'ancora, rifatte le tappezzerie, ripreso il poco tek esistente, rifatti i plexi ed infine, come tocco finale, fu ridipinta (da noi, un lavoro massacrante!) in blu marino.
Non bastando, anche il nome cambiò e divenne Grand Wazoo che si pronuncia foneticamente come "grande uccello" in francese ma che in realtà era un omaggio a Frank Zappa ed alla sua musica.

Per cinque anni ci andammo in giro in Francia e Corsica ma, dato che la vita ha le sue imprevedibilità, nel 2001 il mio socio mise su famiglia e dunque i nostri progetti di grandi traversate si arenarono.
Il nuovo proprietario portò a termine l'impresa un paio di anni dopo attraversando l'Atlantico e giungendo fino a New York.

Modello: Distorsion - Architetto Subrero
Costruzione: 1979
Materiale: Acciaio zincato
Dimensioni: m. 9,90 x 3,50 - pescaggio m. 1,60 - Peso T. 9,5
Armato a sloop in testa d'albero.

Lo sloop dei miei sogni d'altura
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