SocietÓ

30/07/2001

Lettera ad un amica "no global"

Autore: Alberico Barattieri
Cara amica no global,

probabilmente queste parole non ti faranno piacere ma spero che possano almeno instillarti qualche dubbio e stimolarti ad approfondire l'argomento.

Perchè ho una posizione netta sulla globalizzazione? Fondamentalmente perchè i dati dicono che vi è stato un maggiore sviluppo nei paesi del terzo mondo che ne sono stati "contaminati". E' logico che come in tutte le statistiche, i dati macroeconomici sono relativi (il famoso mezzo pollo), ma questo dipende dal grado di democrazia all'interno di questi paesi. Infatti, un altro indice dice che questo sviluppo è più o meno accentuato a seconda del maggiore o minore sviluppo democratico degli stessi paesi. Questi mi paiono dei buoni (ed incontrovertibili) motivi.
Piuttosto sorge un altro problema: come far progredire la democrazia e la globalizzazione di pari passo senza squilibri e senza interventi di tipo "colonialistico". Qui sta il busillis ed il fatto che a Genova abbiano partecipato per la prima volta capi di stato del terzo mondo (sarà poco, ma rispetto al niente precedente è un primo passo nella giusta direzione) sta ad indicare che ci si comincia a muovere verso quella direzione.
Tieni presente che la maggior parte dei paesi africani (escludendo i regimi tipo Sudan) vogliono più globalizzazione. Infatti questo potrebbe significare una caduta di quelle barriere economiche e commerciali che sono la causa prima della situazione attuale.
Per spiegarti questa cosa ti faccio un esempio pratico: l'Europa spende ben il 47% del proprio bilancio comunitario per sostenere l'agricoltura; il risultato è che i prodotti nostrani grazie agli aiuti riescono ad essere competitivi con quelli del terzo mondo, escludendoli di fatto dal mercato. Allora forse quello che va combattuto è il protezionismo, cioè l'esatto contrario della globalizzazione. Ma purtroppo il protezionismo attuale è la conseguenza dell'attività delle sinistre, dei sindacati e dei loro veti; In questo caso infatti, se cadessero le barriere ci sarebbero alcuni milioni di contadini europei a spasso. Che poi gli stessi sindacati scendano in piazza con gli antiglobalizzatori la dice lunga sul grado di serietà del movimento anti G8 italiano. Infatti mi pare che sia stato sconfessato dagli organizzatori di Seattle.
Purtroppo in questo paese a causa di una monocultura cattocomunista durata cinquant'anni, si ritiene che se si è di sinistra si è giusti e non è ammesso avere altre idee altrimenti si è fascisti. A parte il fatto che per me fascismo, nazismo e comunismo (e ideologie assolute, come le religioni) sono idee che la storia ha dimostrato criminali, con milioni di morti sulle spalle, sono sempre stato contrario al pensiero dominante ed agli intellettuali di regime che abbiamo sopportato per troppo tempo.
Vedi, a me suona stonato che a Genova ci fossero dei preti: il loro capo di Roma, predicando il non uso dei preservativi, quanti morti sta facendo in Africa? Per me gente così non rappresenta il terzo mondo ma loro stessi. Sono autoreferenziali.
Esattamente come Agnoletto, autoproclamatosi rappresentante di 3 miliardi di persone (che non credo che lo sappiano e che se lo sapessero forse avrebbero da obiettare), in realtà rappresenta solo il partito per il quale ha sempre militato.
Ed ha la responsabilità di aver fatto di tutto per far crescere la tensione attorno all'evento. A mio parere, buona parte della responsabilità degli incidenti è sua e del "fiancheggiatore" Bertinotti, per il quale chi tira una molotov è "un compagno che sbaglia". Siccome queste belle parole venivano usate anche per le Brigate Rosse, forse sarebbe meglio avere un po' più di memoria e senso di responsabilità quando si convocano 300.000 persone a manifestare. Se no poi è chiaro che le poche teste calde provocano incidenti e ci vanno di mezzo i molti innocenti. Almeno il vecchio PCI, quando faceva adunate di massa, metteva in campo un servizio d'ordine che stroncava sul nascere i casinisti. Questi suoi eredi hanno perso tutto, eccetto la stupida e pericolosa (per gli ingenui che li ascoltano e li seguono) demagogia.
Che poi la polizia abbia fatto quello che ha fatto, è una logica e non giustificabile conseguenza. Vedremo se questo governo avrà un comportamento corretto sull'argomento, punendo i colpevoli degli abusi, anche se politicamente sarà difficile che si vogliano trovare delle verità; i tentativi di inciucio con l'opposizione per lo scambio inchiesta su Genova contro inchiesta su Telecom Serbia la dice lunga.
Considera anche (e non vuole essere polemica ma, ancora una volta, un fatto) che quando a Napoli qualche mese or sono, la polizia massacrò di botte i disoccupati, l'allora governo di centrosinistra non fece una piega. Eppure era la stessa polizia con gli stessi capi e gli stessi manganelli. Ma i pestati non erano merce "spendibile" politicamente.
Al tempo stesso le teste calde identificate con certezza si spera non vengano rilasciate come niente fosse. Una di queste, tanto per tornare al discorso dell'istigazione alla violenza, dovrebbe essere il capo delle tute bianche Casalini che in diretta televisiva venerdì notte ha mostrato dei bossoli affermando che era la prova che la polizia sparava addosso ai manifestanti. Peccato che fossero bossoli delle cariche per i lacrimogeni. Io me ne sono accorto ma quanti italiani ci sono cascati? Beh, questa malafede "sporca" è sicuramente costata una buona percentuale dei feriti del giorno dopo. Secondo te che tipo di comportamento è questo? Irresponsabile mi sembra poco. A me pare criminale nel momento in cui si ha la responsabilità di 300.000 persone. Non si gioca con la pelle dei manifestanti.
Il risultato di questi bei "maestri" è che il G8 si continuerà a fare, diventerà probabilmente un G20 e forse qualche risultato positivo lo porterà, mentre i manifestanti, almeno nel nostro paese, sono ormai degli "antagonisti" con i quali ogni dialogo è precluso. Peccato perchè un risultato lo avevano ottenuto: un apertura verso il terzo mondo che fino alla vigilia sembrava impossibile (chi l'avrebbe mai detto che Bush si sarebbe piegato a queste idee, cosa che Clinton non aveva avuto il coraggio di fare?).
Tornando alla globalizzazione, che ci piaccia o no, non è fermabile. E' l'evoluzione dell'economia mondiale che porta in quella direzione. Dunque è necessario trovare gli strumenti per cercare di governarla e di guidarla nella giusta direzione. In una direzione che sia la più giusta possibile, che porti vero sviluppo e possa elevare le condizioni di vita di quella parte del pianeta (la più grande) a dei livelli accettabili nel più breve tempo possibile. Ma cercando di costruire e non di distruggere. E questo, ad oggi, il "popolo di Seattle" non ha ancora dimostrato di volerlo fare.

Dunque, cara amica, prima di lanciarti con la tua solita generosità piena di buoni sentimenti dietro a portatori di idee nobili ma portate avanti in modo poco coerente e culturalmente povero, usa la tua carica per comprendere a fondo gli argomenti. E' facile sparare contro, meno approfondire e farsi delle idee chiare ed indipendenti per proporre qualche cosa. Qualche cosa di fattibile, non utopie senza alcuna base solida.

Con affetto.