SocietÓ

13/12/2005

Io (non) sono Valsusino!

Autore: Alberico Barattieri
Caro Beppe (mi permetto di darti del tu, visto la stima che ho sempre avuto per le Tue idee ed il Tuo impegno civile), mi è stato rimpallato da un amico il Tuo testo intitolato "Io sono Valsusino!" ed essendo un Tuo estimatore e condividendo molte delle Tue battaglie, sono rimasto sconcertato dal fatto che ti sia schierato così duramente su una posizione che tiene conto degli interessi (da vedere se realmente tali a lungo termine) di pochi a scapito di quelli della stragrande maggioranza degli abitanti del nord ovest.

VolendoTi rispondere esaustivamente non ho potuto, pur sintetizzando, stare nei 2000 caratteri consentiti dal Tuo blog. Dunque utilizzo la mail scusandomi per la logorrea..

Per una volta credo che ci siano anche buoni motivi per pensarla in modo diverso dal Tuo e da quello dei "Valsusini". Provo a spiegarti perché, pur non amando questo Governo ed i suoi metodi, non mi riesca di trovare grandi elementi a favore della protesta NOTAV. Lo faccio seguendo i punti del Tuo scritto.

Ad esempio in Val Ceronda, una zona poco conosciuta (Valdellatorre località Brione) verrà posizionato lʼinizio del tunnel, con tutto quello che ne consegue (montagne di detriti, migliaia di camion, pulviscolo pericoloso etc..).
Con questo metro, non si dovrebbe fare nulla, mai, in nessun luogo, per nessun motivo. Un cantiere è un cantiere. Può essere più o meno ben gestito ma tale resta.

Magari, Voi che state leggendo questa pagina, possedete una casetta in Valle di Susa oppure abitate semplicemente a Torino dove il pulviscolo inquinante (si legge anche amianto...) potrebbe ricadere.
Su questo punto, capirai che noi abitanti di Torino che da 100 anni siamo sottoposti all'inquinamento dovuto alle fabbriche FIAT (che sono sopra vento rispetto alla città) ed alla politica che per sostenere la stessa industria impediva di fatto la realizzazione di mezzi pubblici efficienti, con la conseguenza di un numero spropositato di automobili in circolazione, non siamo spaventati da un po' di pulviscolo. Ci fa molta più paura per il futuro il restare isolati dall'Europa in un momento in cui la città deve trasformarsi profondamente per sopravvivere economicamente.
Qui la gente se ne va, le aziende chiudono, i migliori tecnici vanno a cercare fortuna altrove. Non possiamo permetterci di trascurare alcuna possibilità per rompere l'isolamento del Piemonte. Pena l'impoverimento progressivo di tutto il nord ovest, Val di Susa compresa.

Oppure siete affezionati al lago del Moncenisio che probabilmente sparirà utilizzato per smaltire le scorie...
Quel lago, forse non lo ricordi, fu creato artificialmente con una diga, sommergendo due paesini ed uno dei più antichi rifugi alpini. Lo scempio è già stato perpetrato venti anni fa, nel silenzio dei più. Inoltre non credo che potrà venir usato nella maniera che suggerisci: oltre a rendere inutile la diga, far arrivare migliaia di camion fin lassù (2000 m.) a scaricare detriti, lungo una strada stretta e spesso chiusa per neve sarebbe idiota, antieconomico e, probabilmente, infattibile. Permettimi di dubitare.

Oppure sapete che, in previsione del passaggio dellʼItalia allʼenergia nucleare, a suo tempo vennero individuate le risorse dʼuranio necessarie nel massiccio dellʼAmbin.
Questo è un problema per tutto il Piemonte e le montagne che lo cingono. Quando non è uranio è amianto. Ci siamo seduti tutti sopra da sempre. E' un po' come se voi a Genova vi lamentaste per la troppa salsedine.

Oppure sapete che la percentuale di malattie tumorali in Valle di Susa è già ampiamente sopra la media nazionale.
Appunto, sull'uranio ci siamo seduti da sempre. Non credo che questo lavoro porterebbe ad un aumento dei casi di tumore.

Oppure Vi ricordate semplicemente di quante montagnole di detriti sono rimaste dopo lo scavo delle gallerie dellʼAutostrada.
Se chi ha realizzato le opere non ha provveduto ad eliminare i detriti, la colpa non è dell'opera in se, ma di chi la ha eseguita e di chi doveva controllarne le modalità di esecuzione. Nei paesi civili sono cose che non succedono. E se succedono qualcuno paga. Dov'era la Corte dei Conti con la sua indagine sul danno all'immagine dell'Italia allora? O anche un semplice pretore che non si sia girato dall'altra parte? O anche solo 10 minuti di blocco delle strade per protesta?

Oppure sapete che la Valle di Susa, larga appena un chilometro e mezzo, attraversata dalla Dora Riparia, unisce lʼItalia allʼEuropa per mezzo dellʼAutostrada del Frejus con relativo tunnel, della Ferrovia internazionale a doppio binario anche qui con relativo tunnel, e delle Statali 25 del Moncenisio e la 24 del Monginevro che scavalcano le Alpi coi propri colli.
Ci vuole sempre uno sguardo storico sulle cose. Quando fu realizzata l'autostrada, i Valsusini non fecero opposizioni. Certo, la bassa valle protestò perché i turisti avrebbero bypassato le loro città e paesi per andare a sciare direttamente in alta valle, ma da Oulx in su furono ben felici dei lavori che hanno permesso all'economia della alta valle di svilupparsi enormemente.
Gli attuali collegamenti: la 25 è chiusa per neve molto spesso e la 24 è molto tortuosa e soggetta a valanghe, il Frejus ogni tanto va a fuoco e la ferrovia attuale è di una lentezza straordinaria.

Oppure credete semplicemente che fra 20 anni il TAV potrebbe essere unʼopera ormai inutile.
Ecco, come dici, si tratta di "credere". Inoltre dici "potrebbe". Ma potrebbe anche non essere così. Dato che non sono un credente di alcunché, mi rifaccio più concretamente a quanto succede intorno a noi: non mi risulta che nel resto dell'Europa la pensino così. Che poi noi si sia sfigati a causa delle Alpi che moltiplicano i costi di un opera del genere, non credo possa addebitarsi a nessuno. Le Alpi ci hanno storicamente protetti dalle invasioni ed in quei contesti storici la loro inaccessibilità è stata un vantaggio. Oggi le necessità sono diverse e in un mondo in cui la comunicazione è estremamente importante quel vantaggio si è trasformato in uno svantaggio.

Oppure sapete che il Gottardo aprirà il suo tunnel molto prima, e quindi il traffico merci si stabilirà lì.
Il Gottardo è una direttrice. Ma non si vede perché si debba guardare solo a nord ed a est, lasciando sempre più isolato (e in crisi, lo ricordo ancora una volta) il Piemonte.

Oppure sapete che il preventivo, in attesa di adeguamenti, si aggira sui 16 miliardi di euro (30 mila miliardi di vecchie lire...) per 20 anni di lavori con 500 camion impegnati giornalmente, contro il miliardo previsto per il potenziamento della linea attuale (stime Ferrovie italiane e francesi).
Con lavori che però sarebbero in superficie con conseguente moltiplicazione delle polveri per tutto il percorso della valle. Dov'è il guadagno a livello ambientale?
Teniamo presente anche che una grossa fetta della spesa per la TAV verrà sostenuta dalla UE.

Oppure sapete che la società che progetterà i complessivi 200 km di gallerie è la Rocksoil di proprietà della famiglia del ministro Lunardi.
Questo è quanto ci possiamo attendere dalla CDL ma non è un problema ecologico. Al limite di "ecologia della politica".

Oppure sapete che, attualmente, il trasporto merci sulla tratta internazionale è utilizzato solo al 38% della sua potenzialità mentre sono state soppresse quasi tutte le corse giornaliere del TGV per scarsità di richiesta da parte dei passeggeri.
Se invece di fare casino contro la TAV si lottasse per obbligare il trasporto dei TIR a viaggiare su rotaia, si otterrebbero sicuramente più consensi e si farebbe qualcosa di più utile di quanto fatto in queste settimane. Meno gomma, più rotaia. Mi pare che sia una battaglia che i nostri Verdi si sono dimenticati da tempo.
Tieni presente anche che la riduzione dei passeggeri sul TGV è dovuto al fatto che quando da Parigi a Lione si impiega meno che da Lione a Torino, non risulta conveniente in termini di tempo utilizzare il TGV a mezzo servizio che abbiamo attualmente anziché l'aereo.

Oppure sapete che lo scavo che si vuole intraprendere a Venaus non è un carotaggio, bensì una struttura di supporto lunga 10 km e larga 6 metri.
Non ho idea di cosa si intenda esattamente per "carotaggio" (cioè, so perfettamente cosa è ma non so se il termine sia stato propriamente utilizzato dalla stampa), quindi su questo punto mi astengo da una risposta in attesa di saperne di più nel dettaglio. Anche se, rispetto alla ipotesi di potenziamento della linea attuale, sarebbe sicuramente meno invasivo ed inquinante.

Oppure sapete che il vicequestore Sanna, guidando lʼattacco notturno del migliaio di poliziotti in assetto di guerra contro unʼottantina di persone di tutte le età acccampate al freddo per difendere la salute ed il diritto, spronava i suoi uomini (sotto effetto di sostanze eccitanti) al grido di: ?Uccidilo, uccidilo!?. E, dopo lʼoccupazione militare del territorio, non venne permesso alle ambulanze di soccorrere i feriti, ma gli stessi furono soccorsi dai barellieri a piedi. Indegnità mai commessa nemmeno nelle più truci battaglie.
Beh, se quanto dici è vero (ma mi pare che i toni che usi siano un po' da propaganda tipo Minculpop), mi aspetto che la Magistratura apra un inchiesta sul vicequestore. Non credo che la magistratura torinese abbia remore in tal senso.
Ma anche questo, con l'ecologia non c'entra nulla.

Permettimi infine un piccolo appunto: i Valsusini che protestano sono gli stessi che hanno permesso, con le loro amministrazioni, di cementare la valle e di fare scempio dei suoi torrenti, boschi, paesi e montagne. Immagino tu abbia visto Sestriere, o i casermoni costruiti ad Oulx e Cesana, o la meravigliosa pista da bob per le Olimpiadi, che è un caso a se stante veramente emblematico.
Insomma: chi conosce la valle (sono 47 anni che la frequento) e non fa dell'ecologismo di facciata come i "pecorariscanio", si ritrova più sulle posizioni di Guido Viale (persona che non credo possa essere accusata di anti-ecologismo o filo-lunardismo) o di Emma Bonino (idem) e finisce per trovare le proteste valsusine molto poco credibili e giustificate.

Cordialmente.