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30/04/2002

Marocco 2002 - Diario (6)

Autore: Alberico Barattieri

Martedì 30 aprile

Al mattino si parte presto. Arriviamo alle 9 a Fam El Hisn. Ci facciamo un cafè au lait in un baretto. Decidiamo di andare a Ouarzazate a cercare due gomme nuove che ci permettano di continuare i percorsi in fuoripista.

Passiamo velocemente attraverso Akka e Tata, diventati centri di dimensioni notevoli, ed in vista di Tissint lo oued alla nostra sinistra ci regala delle forme di erosione spettacolari. All'ingresso di Tissint posto di blocco della Gendarmerie Royale, molto gentili. Giriamo a sinistra e dopo 300 metri fermiamo la macchina. Le cascate sono sotto di noi. Purtroppo per gli abitanti l'acqua è salmastra. Scendendo fino al livello del bacino si sente l'aria che profuma di...mare.

Quella che era una pista ora è goudron. Da Tissint arriviamo a Foum Zguid in un batter d'occhio. Ci fermiamo nella piazza per due brochette ed Aleale compra la sua veste con cappuccio. Il venditore non deve avere buona fama in paese, tanto che il gestore del bar ci dice di fare attenzione.  
Riprendiamo verso Tazenakt (6810)  mentre la tempesta di sabbia impazza. La strada che si snoda in una bellissima valle con villaggi e palmeraie molto grandi. Anche quì le palme sembrano aver beneficiato delle recenti piogge: le foglie più nuove sono verdi.

Da Tazenakt a Ouarzazate la strada supera il passo di Tizi-n-Bachkoum (1700m.) in uno scenario di grandi vallate. A causa della foschia data dalla tempesta di sabbia in corso a sud del Jebel Bani non si vedono le montagne dell'Atlante a nord.

Ouarzazate. Questa è ormai una grande città. Arrivando notiamo nugoli di Land Rover con la scritta "tourisme" che circolano. L'impressione è quella di una grande città di vacanze.
Ci mettiamo alla ricerca di un gommista. Alla fine troviamo chi ce le può far avere in 3 giorni. Questo vuol dire che siamo a piedi dal lato piste. Facendo buon viso a cattivo gioco ci diamo appuntamento a venerdì. Partiamo alla ricerca di un albergo ed optiamo per il Kenzi Azghor che architettonicamente pare ben realizzato. Alla reception ci dicono che il costo è guello di bassa stagione (450 dh. la doppia) colazione compresa. Decidiamo, per una volta, di coccolarci.
Mentre Aleale si riposa drogandosi con la tv italiana, io ho la pessima idea di andare a mangiare al ristorante dell'albergo. Mi ritrovo in una grande sala, con camerieri in uniforme, elegantissimi, ed una variopinta quanto triste compagine di turisti di mezza età. Inglesi e spagnoli. Il maitre, forse per farmi un piacere, mi siede d'ufficio ad un tavolo con due spagnole di età indefinibile ma, forse per nazionalismo, dotate entrambe di una "quarta". Ordino una birra ed il maitre mi indica il buffet! Intendiamoci, non ho nulla contro i buffet. Basta che la scelta e la qualità siano all'altezza delle...divise dei camerieri. Se aggiungiamo che le due spagnole sono petulanti quanto nazionaliste, ce n'è abbastanza perché trangugi il cibo e me ne ritorni in camera alla svelta. Alla tv danno Manchester United-Bayer qualchecosa. Mi addormento prima della fine.

Mercoledì 1 maggio

Al mattino abbiamo, dopo un abbondante petit dejeneur, l'ultma sorpresina del premiato (!) hotel: la camera costa 100 dh più di quanto annunciatoci e la colazione è a parte. Morale: quando anche le catene alberghiere si comportano male non ci si stupisca che il turismo langue.
Partiamo alla volta di Tinhrir e le gole di Toghda. Sulla strada, da Skoura in avanti, possiamo constatare quanto la popolazione e l'economia stiano progredendo. Accanto agli ksar in abbandono crescono nuovi sobborghi, costruiti decentemente ed in armonia con il luogo ed i suoi colori.
È il 1 maggio ed a Boumaine vediamo anche un (piccolissimo e attentamente aperto e chiuso da militari) corteo che lo festeggia.

Arriviamo ifine a Tinhrir. Anche questo luogo si è ingrandito a dismisura. Tutta la prima parte delle gole che ospitava un tempo solo la vecchia città, si è riempita di abitazioni, botteghe, alberghi e camping. Ma il massimo lo si raggiunge dove una volta c'era un alberghetto con tenda berber in riva allo oued: albergoni, piazzali per pullman, "land rover touristigue", e torme di turisti kodakanti e turiste scosciate che rispettose dei divieti di bagnarsi fanno degli eleganti pediluvi. Il tempo di dare un occhiata ed immediatamente facciamo dietro front ed andiamo a cercarci un ristorantino dove ci sfamiamo con un pollo arrosto.
Inizia poi la ricerca dei pneumatici. Troviamo dal licenziatario Good Year due gomme 255-75R15 (le mie sono delle 265-75R15) che possono andare come misura; per il prezzo, 1900 Dh l'una, stendo un velo pietoso. Le mettiamo al retrotreno, compriamo anche 2 camere d'aria supplementari, ci liberiamo di un insistente venditore di tappeti e andiamo in cerca della pista che ci dovrebbe portare ad Alnif.

Per trovarne l'imbocco, cercate un bivio non segnalato sulla destra poco dopo il distributore della Ziz, a 25 chilometri da Tinhrir. Pista discreta, belle montagne, pietraie infinite e tante pastorelle. Ad una di gueste, che ad una sosta si scapicolla tra le pietre a piedi nudi e con bambino sulla schiena per raggiugerci, regalo una Fred Perry un po' grande. Ma i suoi occhi esprimono una gioia che mi è rimasta dentro. Arriviamo ad Alnif dove abbiamo da consegnare una foto dataci da Adolfo a Mohand Ihmadi, che gestisce un negozio di fossili. Persona molto gentile e documentata che vende dei pezzi molto belli. Dopo il the di rito a casa sua, rinunciando alla sua offerta di ospitalità, ripartiamo in pieno buio verso Tazzarine.

Dato che siamo bravi a cercarci rogne, arrivati a Tazzarine non vediamo il cartello che indica il camping e imboccata per errore la pista che porta a Zagora, cerchiamo di attraversare lo oued Tarhbalt in secca che ci divide dalla palmeraie in cui si trova il camping. Al secondo rischiato insabbiamento (un oued di notte è un bel casino) torniamo in paese e, miracolo, il cartello è lì, ben visibile, ma per chi arriva da Zagora!
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